Giornata Mondiale degli Oceani: c’è poco da festeggiare per il Mediterraneo

Oggi è la Giornata Mondiale degli Oceani. Recentemente c’è stato molto da celebrare in tutti i nostri oceani, come la creazione di grandi aree marine protette. Ma alcuni dei nostri oceani e dei nostri mari hanno poco di cui rallegrarsi: ad esempio, il Mediterraneo con il 96% delle sue risorse ittiche sovrasfruttate. Il motivo? Per cominciare il Mediterraneo ha sofferto del fallimento della Politica Comune della Pesca (PCP) nel porre fine alla pesca eccessiva. Nonostante il sovra sfruttamento del 96% degli stock, la pesca mediterranea ha ancora delle possibilità.

Se si interviene subito per fermare la pesca eccessiva, le risorse ittiche del   Mediterraneo hanno buone probabilità di recuperare verso livelli più sostenibili entro il 2020. Ma ciò richiede la volontà politica dei paesi del sud Europa di intraprendere azioni concrete e di farlo adesso prima che sia troppo tardi.

Per alcuni versi si può comprendere il rifiuto di recepire ciò che accade sotto la superficie scintillante del Mediterraneo. A parte i subacquei e i pescatori, per molte persone il rapporto con il Mediterraneo non si estende oltre ad un piatto di spaghetti con le vongole o al telo da spiaggia. Finché ci saranno prodotti ittici nei mercati e nei ristoranti, non ci poniamo domande. Finché le raccomandazioni degli esperti continueranno ad essere ignorate dall’industria e dalla classe politica, il pubblico è tenuto all’oscuro. Ma né i nostri politici né l’industria della pesca possono continuare a nascondersi: conoscono la verità e non intervengono quasi mai.

I leader mediterranei hanno recentemente firmato la dichiarazione Medfish4ever a Malta e questo è lodevole. Tuttavia, la dichiarazione sembra essere un piano su un piano, piuttosto che un impegno reale, urgente e concreto per conservare, proteggere e gestire la pesca mediterranea, adesso. Ad esempio istituendo zone chiuse allo strascico di fondo per tutelare ecosistemi marini vulnerabili o importanti zone di riproduzione di specie a rischio, come recentemente annunciato da Italia e Croazia per la tutela della Fossa di Pomo in centro Adriatico.

Il prossimo ottobre l’attenzione si sposterà di nuovo a Malta, quando il Commissario europeo per l’ambientegli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, ospiterà la Conferenza Our Ocean. Invitando ospiti di alto profilo da tutto il mondo nel suo paese natale, il Commissario Vella intende attirare il plauso internazionale per le nazioni europee sulla governance degli oceani e sull’inquinamento delle plastiche ma i delegati dovranno sapere la verità: il Mediterraneo è in uno stato deprecabile e ha bisogno di tutto l’aiuto che può ottenere.

Rebecca Hubbard è responsabile della campagna Our Fish, per l’attuazione della Politica Comune della Pesca da parte degli stati membri dell’UE e il recupero degli stock ittici nelle acque europee.

 

 

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